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Frodi Creditizie in Aumento nel 2012: i Giovani i Più Colpiti

Nel 2012 le frodi creditizie risultano in aumento, nonostante la netta diminuzione dei prestiti erogati alle famiglie italiane soprattutto a causa delle crisi economica in atto e la conseguente stretta sul credito da parte di banche e società finanziarie. A sottolineare la rilevanza del problema delle truffe nel settore del credito è stata la nuova edizione dell’Osservatorio sulle frodi creditizie di CRIF, riferita al primo semestre 2012.

I dati di questa indagine sono chiari e preoccupanti: oltre 9.000 casi di truffe nei primi 6 mesi del 2012, con un aumento del +17,9% del rapporto tra il numero di frodi e quello di linee di credito erogate rispetto allo stesso periodo del 2011.
Per capire meglio la portata del problema, occorre specificare che la frode creditizia si attua sostanzialmente attraverso il furto d’identità. Una volta acquisiti i dati personali e finanziari relativi a un soggetto, i criminali specializzati in questo genere di truffa li utilizzano per richiedere prestiti e finanziamenti o acquistare beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare le rate del credito ottenuto o pagare il bene stesso.

I dati elaborati nella nuova edizione dell’Osservatorio sulle frodi creditizie di CRIF consentono di tracciare un quadro preciso delle forme di credito maggiormente soggette a truffe.
Risulta infatti che i prestiti finalizzati sono ancora una volta i “bersagli” preferiti dai professionisti della frode creditizia, visto che l’82,4% dei casi di frode riguarda questa tipologia di finanziamento, in aumento del +5,4% rispetto al 2011. Seguono i prestiti personali (9,9%) e le carte di credito a saldo (6,5%), mentre mutui, credito revolving, prestiti con cessione del quinto, fidi di conto corrente e leasing auto sono colpiti in misura marginale. Va sottolineato come i casi registrati sulle carte di credito a saldo siano diminuiti in maniera consistente rispetto al 2011: -35%.

Prendendo in esame le fasce d’importo, nel 45,4% le frodi hanno riguardato somme inferiori a 1.500,00 €, soprattutto perché i piccoli importi, spesso erogati per prestiti finalizzati direttamente presso i vari esercizi commerciali, sono soggetti a controlli meno stringenti e vengono erogati più rapidamente.
Gli uomini, che richiedono finanziamenti più delle donne, risultano essere i più frodati, costituendo il 65,1% del totale.
Se invece si analizzano le fasce d’età, emerge un dato per certi versi sorprendente: i soggetti più truffati risultano essere giovani under 30, che rappresentano il 29,9% del totale, con una variazione del +36,2% rispetto al primo semestre del 2011.
Beatrice Rubini, Direttore Personal Solution & Services di CRIF, nel sottolineare la portata del fenomeno tra i giovani, fornisce anche alcuni consigli agli stessi: “… i dati dell’Osservatorio dimostrano che sono soprattutto gli under 30 ad essere maggiormente colpiti dal furto d’identità e dalle frodi creditizie. Eppure sono proprio i giovani che, almeno teoricamente, dovrebbero avere una maggiore sensibilità verso questa tipologia di crimine, in quanto particolarmente esposti alla circolazione di propri dati personali, in particolare sul web. Al contrario, molto spesso dimostrano di non conoscere nemmeno il significato di furto d’identità, o di sottostimare la frequenza con cui si verificano queste forme di frodi. Essere consapevoli dell’esposizione dei propri dati personali sul web, ad esempio, potrebbe rappresentare il primo passo  per evitare di scoprire troppo tardi di essere vittima di furto di identità, con i relativi danni che ciò può creare alla gestione delle proprie finanze e alla possibilità di accedere al credito”.
Insomma: attenzione all’uso troppo “disinvolto” dei social nerwork!
A livello regionale, l’incidenza maggiore di frodi creditizie è stata registrata in Campania (18,49%), ma il fenomeno è preoccupante anche in regioni come Lombardia (11,77%), Sicilia (10,87%) e Lazio (9,69%). Rispetto al primo semestre 2011 va rilevato il forte aumento verificatosi in Basilicata e in Campania, visto che l’incidenza delle truffe creditizie è salita rispettivamente del +29,5% e del 19,6%.

COME AVVENGONO LE FRODI CREDITIZIE

L’Osservatorio CRIF, basandosi sulle truffe creditizie accertate, ha analizzato anche le modalità attraverso le quali vengono messi in atto i comportamenti criminosi.
E’ emerso che, nel 70% dei casi, per inoltrare una richiesta di finanziamento i truffatori hanno usato una carta d’identità totalmente falsa, cioè con numerazione non congruente con quella del comune di emissione indicato. Nel 5% dei casi il documento utilizzato è risultato apparentemente valido ma non riconducibile al soggetto truffato, mentre le restanti frodi sono state messe a segno usando documenti risultati rubati, persi o clonati.
Interessante e preoccupante anche quanto è emerso dall’analisi relativa ai tempi di scoperta della truffa, visto che oltre la metà viene intercettata dopo più di un anno, con un aumento del 44% delle frodi scoperte dopo più di 5 anni. Inoltre sono risultate in crescita del +27% le truffe scoperte in un periodo compreso tra più di un mese e sei mesi dall’erogazione del credito, poiché spesso sono le prime azioni di sollecito e/o recupero crediti a far sì che il truffato si renda conto del furto d’identità subito.
Si tratta di dati inquietanti, visto che, come spiegato dagli analisti CRIF, più lunghi sono i tempi di scoperta maggiori sono i disagi per le vittime che dovranno ripristinare la propria posizione creditizia e risulterà più difficile trovare l’autore del crimine.

CONSIGLI ANTI-FRODE

Secondo gli esperti CRIF, le frodi creditizie non risentono della crisi economica e della stretta sul credito in atto per svariati motivi, tra cui il fatto che i criminali riescono ad accedere con facilità a documenti cartacei o digitali che contengono informazioni personali e riservate, ma anche perché il rischio è limitato, visto che le sanzioni ai danni dei frodatori non sono molto severe. Gli istituti di credito, dal canto loro, spesso incontrano difficoltà nelle verifiche dell’identità del richiedente. Infine gli stessi consumatori, la maggior parte dei quali non al corrente della portata del problema, non adottano comportamenti tali da proteggersi adeguatamente dai truffatori in circolazione.
A tal proposito, come già fatto in occasione dell’indagine CRIF sulle truffe nel settore del credito del 2011, anche in questo caso forniamo alcuni consigli utili a limitare il fenomeno del furto d’identità, che consistono in:

Ribadiamo che, anche se potrebbero sembrare accorgimenti per paranoici, si tratta di comportamenti virtuosi condivisi da più parti, volti a complicare la vita dei truffatori esperti nel furto d’identità per mettere in atto frodi creditizie e di altro genere ai danni dei consumatori.

 

Fonte dati: www.crif.it

Data articolo: 28/11/2012


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Alessandro
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